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Mulholland Drive

Regia: David Lynch

Universal Pictures

17,75 € IVA inclusa

Trama Mulholland Drive

Hollywood. I due autisti di una Cadillac nera, che viaggia lungo Mulholland Drive, minacciano con una pistola la donna bruna che è sull'auto con loro. Improvvisamente la vettura viene travolta da un'altra auto e l'unica sopravvissuta al terribile incidente è la donna che, però, perde la memoria. Questa, assumendo il nome di Rita, si rifugia impaurita nell'appartamento della bionda Betty, una giovane attrice dall'aria ingenua appena arrivata a Los Angeles. Betty comincia ad aiutare Rita a svelare il mistero sulla propria identità. Nel frattempo: un uomo è spaventato a morte dai propri incubi un regista, Adam Kesher, viene costretto da due uomini e da uno strano cowboy ad affidare il ruolo della protagonista del suo prossimo film ad una misteriosa attrice, Camilla un killer maldestro semina vittime. Durante le loro ricerche, Rita e Betty scoprono il cadavere di Diane. Le due donne, dopo essere diventate amanti, vanno a vedere uno spettacolo teatrale, a seguito del quale entrano in possesso di una scatola blu. Aperta la scatola, i personaggi si scambiano di ruolo: Betty diviene Diane e Rita diviene Camilla. Diane è innamorata di Camilla la quale, però, preferisce il regista Adam. Diane allora paga un killer per uccidere la sua ex amante. Dalla scatola blu fuoriescono, miniaturizzati, i due vecchietti che avevano accolto con entusiasmo Betty all'aeroporto di Los Angeles. I due spaventano Diane, e la inducono al suicidio. Si torna al teatro, e lì un attore pronuncia la parola: Silenzio.
Colore Colori
Distribuzione Universal Pictures
Formato Dvd
Lingue Inglese,Italiano
Titolo originale Mulholland Drive
Vietato ai minori Per tutti
3d No
Numero Supporti 1
Anno di produzione 2001
Nazione FRA,USA
Formato video Wide Screen
Durata 145
Formato audio DTS

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MULHOLLAND DRIVE - DVD

Dal regista dell'assurdo, del sotteso , un film sconvolgente... Una sorta di incubo meraviglioso impossibile da ricordare una volta svegli... Eppure di lui tutto rimane, da qualche parte... Su un divano rosso dal quale un invisibile nano vi ripeterà litaniante :"E' lei la ragazza"...

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MULHOLLAND DRIVE - DVD

Affrontare "Mulholland Drive" di David Lynch non è un'operazione facile; paradossalmente, il film è limpido e diretto nel suo gioco, ma per entrare nel gioco è necessario conoscere le regole, è indispensabile porsi nell'ottica di uno spettatore-sceneggiatore la cui identità , la cui capacità  di porsi di fronte al film come "scatola aperta", implica una riflessione sulla fine del cinema. Lynch ha realizzato diverse storie ad intreccio, ognuna delle quali prevedeva uno svolgimento a sè, coerente e narrativamente concluso, ed le ha presentate come prima puntata, come "pilot", per uno sceneggiato televisivo. I personaggi e le situazioni del film nascono, in origine, come incipit di storie per un progetto seriale. Il progetto non è andato in porto e una produzione francese ha offerto a Lynch i finanziamenti per ricavare dal pilot un film. Lynch e il suo sceneggiatore si sono trovati di fronte diverse storie per forza di cose irrisolte (dato che il pilot presenta solo l'inizio delle vicende): cosa fare, concluderne alcune e scartarle altre, intrecciarle tra loro, dare compiutezza ad una storia principale e lasciarne altre due o tre come subplot? La strada è presa è stata un'altra, completamente diversa: realizzare un'opera "sulla sceneggiatura e sulla fruizione dello spettatore". Ognuna delle storie presentate nel film, quella delle due ragazze, quella del ragazzo che ha sognato una scena in un fast food, quella del regista ricattato dai produttori... è solo l'incipit, quell'incipit da cui ogni sceneggiatore deve partire per inventare una storia. In una celebre scena di "Last Tycoon" ("Gli ultimi fuochi") di Elia Kazan, il produttore De Niro raccontava a due sprovveduti sceneggiatori l'inizio di una storia: una donna entra nella stanza, posa sul tavolo una monetina, si toglie i guanti e corre a bruciare delle carte in una stufa a legna, solo allora alza lo sguardo e si accorge che, seduto di fronte a lei, c'è un uomo che la sta osservando. Chi è la donna? Chi è l'uomo? Cosa sta bruciando la donna, cosa è successo? Perchè quella monetina? Gli sceneggiatori lo chiedono a De Niro e lui risponde "non lo so, siete voi che dovete dirmelo". L'importante è creare l'interesse per la storia, farla partire, creare suggestioni, riempire quella "scatola" di personaggi e vicende e trovare un filo, una "chiave", una spiegazione perchè tutto torni. UN FILM WORK IN PROGRESS Così nascono le storie di "Mulholland Drive": una ragazza, che chiameremo per convenzione Rita (dice lo sceneggiatore quando lavora alla scrittura, ma dice anche il personaggio di se stesso) si salva da un incidente, arriva in una casa, si sente in pericolo, ha perso la memoria ed ha con sè una borsa con migliaia di dollari e una chiave blu. Chi è la donna? Dove ha preso il denaro? Cosa apre quella chiave? L'immaginazione dello spettatore si mette in moto. Rita è un personaggio tabula rasa, in progress, su di lei bisogna costruire la storia, alla maniera del gioco di "Last Tycoon". E' il personaggio nudo e spoglio: infatti si presenta all'altro personaggio, la bionda Betty, nuda, attraverso il vetro opaco della doccia - Rita dall'identità  indefinita, personaggio sfocata costruito di semplici sensazioni. Quale rapporto si instaurerà  con Betty, come cambieranno l'una la vita dell'altra? Tutte le domande sull'identità  e il passato del personaggio sono senza risposta. Ma qui subentra il gioco del film: facciamo un salto non logico nella storia, cominciamo a lavorare insieme, da una parte il regista/film, dall'altra lo spettatore/sceneggiatore: facciamo che le due donne del plot principale, una bionda solare e positiva e una bruna misteriosa e negativa (quindi due polarità  opposte, il bianco e il nero, l'ossatura di ogni storia!) si scambino di ruolo, anzi d'identità . Facciamo che sia la bionda quella cupa e depressa, e la mora quella positiva. Facciamo che la combinazione del bianco e del nero, all'inizio della storia porti a prevalere il bianco, poi il nero. Cosa accade? Il film non lo dice, offre degli spunti per immaginare tutte le possibili conseguenze, ma le vincola (perchè i giochi hanno bisogno di regole) ad un passaggio obbligato: ad un certo punto, ogni storia sfocia in una conseguenza improbabile: ad esempio, il ragazzo racconta un sogno, esce dal fast food, gira l'angolo, vede una specie di mostro e muore d'infarto - poi vediamo il ragazzo di nuovo vivo nella stessa situazione del sogno che ha raccontato prima; si trova quindi nel suo sogno? Stiamo assistendo ad un sogno? (gioco di scatole cinesi alla Buà±uel). Lo spettatore/sceneggiatore può immaginare tutti gli sviluppi possibili tenendo presente che dovrà  giustificare "quel" passaggio improbabile e illogico. Lynch non fa altro che mostrare il lavoro sui personaggi, il lavoro che fanno tutti gli sceneggiatori durante la fase di scrittura "brain storming": rimescola tutte le carte e mostra il gioco, ovvero il "work in progress". Ecco perchè scambia le due donne di identità , porta le loro storie personali in direzioni opposte; se prima era la bionda a voler fare l'attrice, adesso è la mora (e forse la bionda potrebbe lavorare in un fast food - ecco il "cartellino" con scritto "Betty" appuntato alla cameriera in una scena del film). Ogni scena, ogni sequenza, mostra un metodo, uno stile, un approccio possibile, un incipit. Ad esempio: un uomo parla con un amico in un ufficio, d'un tratto gli spara per impossessarsi di un libro (perchè? A noi immaginarlo!), ma gli parte un altro colpo che ferisce una donna nell'altra stanza, allora va di là  e la uccide, ma viene visto da un inserviente, allora uccide anche lui e spara all'aspirapolvere, ma crea un corto circuito che fa scattare l'allarme nel palazzo... non gli resta che uscire dalla finestra (uscire dalla situazione entrata in "corto circuito narrativo"); si tratta solo di un incipit "alla Tarantino", basato sull'effetto a catena (vi ricordate "Hollywood party", altra sceneggiatura costruita sull'effetto a catena... ) Oppure, ad un regista vogliono imporre un'attrice; si trova ad una riunione e uno dei due produttori rivali chiede un caffè e un tovagliolo, cosa dovrà  farci? Beve il caffè e lo risputa meticolosamente sul tovagliolo dicendo "fa schifo" e adirandosi in maniera eccessiva: la situazione, da una stasi che prelude ad un'esplosione, degenera seguendo la via più inaspettata; ecco cos'è indispensabile ad un film, un'idea "buona", che sorprenda lo spettatore. Da qui, lo sceneggiatore deve partire per costruire (anche a ritroso) la storia. Ad esempio, lo spunto è che tra i produttori è in corso una vecchia storia sul caffè fatto bene, metafora dell'affare buono, ma anche sgarbo mafioso... UNA SCATOLA, UNA CHIAVE COS'E' IL CINEMA OGGI E COSA NON E' PIU' Il film è interamente costruito sul gioco metalinguisitico. L'argomento, il campo di applicazione, è il cinema. l'ambientazione è Hollywood, i personaggi sono registi, produttori, attori e aspiranti tali. Ma, apparentemente, non si parla mai di cinema. Il discorso non può essere messo in bocca ai personaggi, perchè essi sono le pedine del gioco. Il discorso aleggia al di sopra, per questo è difficile, per lo spettatore medio, coglierlo. Bisogna porsi nell'ottica dello sceneggiatore. Il film, potremmo dire, ha un approccio prevalentemente brechtiano, si rivolge al pubblico informandolo e rendendolo partecipe della finzione dell'arte e dei suoi meccanismi di affezione. Una sequenza, in particolare, condensa il senso del film: Rita si sveglia di notte "richiamata" da un frase in spagnolo "no y banda". Betty la accompagna, nel cuore della notte, in un teatro e scopriamo che la frase è l'incipit (di nuovo un incipit) di uno spettacolo. Un uomo, davanti ad un microfono (metafora della messa in scena, della rappresentazione), tiene un discorso sulla finzione, un discorso auto-referenziale sul film stesso: non c'è nessuna banda, gli strumenti suonano, ma sono in playback. La metafora si apre a mille interpretazioni sulla natura dell'arte, ma si focalizza su una strada in particolare: esce una cantante ed intona una melodia struggente; Rita e Betty si commuovono, la cantante sviene e si scopre che

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"Certe teorie psicologiche," scrive Daniela Hodrovàj, "suppongono l'esistenza, intorno alla terra, di un involucro particolare, composto dei sentimenti, dei pensieri, dei ricordi di tutti gli uomini, viventi o morti anche da molto tempo." Questo involucro potrebbe trovarsi anche intorno alle città : "oltre ai destini dei suoi innumerevoli abitanti, esso sarebbe formato da tutti i miti che la città  ha ispirato, tutti i testi che le si sono consacrati, e anche, se accettiamo l'idea di un universo curvo e di "anelli" temporali, quelli che le si consacrerà  soltanto in avvenire". Lynch gioca con questo involucro (una scatola azzurra) e ne fa uscire alcune delle sue storie. Storie assurde, inaudite, allucinanti. Sogni, paure, ricordi, sentimenti, desideri, tutto ciò che fa Hollywood unica e così diversa da tutto ciò che conosciamo. In un racconto di Gilbert Keith Chesterton il protagonista osserva che nulla è più angosciante di un labirinto senza centro, e a me pare che Lynch, imboccando Mulholland Drive ci abbia condotto proprio nel centro-che-non-c'è di questo labirinto, regalandoci una pagina di grande cinema. Non tutti concordano però su questo punto. Qualcuno ha paragonato Lynch al re nudo de "I Vestiti nuovi dell'imperatore" chiedendosi scettico di che sostanza sia fatto questo film. Altri, più a ragione ritengo, hanno evocato invece la lezione di cinema de "Gli ultimi fuochi", (ricordate De Niro che gioca a fare il cinema con una borsetta, un paio di guanti, dei fiammiferi e un nichelino?). Che la vita sia davvero "un racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e di furore e senza alcun significato", come dice il buon vecchio Shakespeare nel suo Macbeth? (V, V). Una nota sulla qualità  dell'edizione: ho notato alcuni difetti e rallentamenti. Peccato, ma la qualità  audio e video mi pare discreta. La mancata divisione in capitoli è seccante, ma la maggior parte dei lettori dispone credo della funzione di ricerca digitale che vi può portare avanti e indietro a piacere. Ho trovato molto interessanti gli extra. Intrigante la colonna sonora. E devo ammettere che mi capita raramente di ripensare a un film tanto a lungo come questa volta. michele (alethei@libero.it)

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Se ho capito bene, basta poco per far credere di essere un genio e far deglutire una stronzata come capolavoro.

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Ciao, andrea, stefano, io la spiegazione piu' esauriente e plausibile al film l'ho trovata qui: http://www.il-cinematografo.it/mulholland_drive.asp

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Ottimo il film, non altrettanto la masterizzazione del DVD: da quel che ho letto in rete non sono l'unico a notare in diversi punti del film difetti di riproduzione (effetto mosaico o difficoltà  in lettura)

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il film è stupendo e se fosse nata una serie in stile twin peaks sarebbe stata grandiosa. naomi watts è veramente sensazionale. il DVD? un furto! 19,99 euro per un DVD che non ha nemmeno l'accesso diretto alle scene? ma è solo il mio così? bisogna mandarlo a mano avanti il film,peggio di una normale videocassetta.è una vergogna questa edizione!

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Avrei sono un paio di considerazioni da fare: la prima: ricordo a tutti che questo sito consente LIBERAMENTE di esprimere la propria opinione sui film. Il fatto che molto spesso vengono ahimè utilizzate "metafore colorite" per le valutazioni non è una buona ragione per dare dell'asino al prossimo. Limitiamoci ad esprimere la nostra opizione aznichè giudicare quello che dicono gli altri. la seconda: è per GianLuigi. Sono simasto spiacevolmente sopreso. E' un film della Universal è, ciò nonostante, chi ha curato la masterizzazione ha pensato di produrre un'unica traccia su DVD da 145 min. In altre parole i capitoli non esistono..... IL FILM: Non male, anche se preferisco il Lynch di Elephant man e Dune....

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D'accordo con adriano! Parafrasando Rivette che parla di Hawks potrei dire: Mulholland Drive è un film geniale e si impone allo spirito per la sua evidenza!!!! Gli altri: tutti dai Vanzina.

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enzo è una persona ignorante e il fatto che non ha capito il film pregiudica il suo giudizio.

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Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa è successo. Visto che tutti dicono che è un capolovoro, sicuramente troverò qualcuno che mi spiega dove è finita betty, era lei o la costruzione di qualcosa? Grazie

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Terrificante... il film finisce e sembra di essersi risvegliati dal più spaventoso degli incubi... angosciante come soltanto i brutti sogni sanno essere... Grazie a David Lynch ho riscoperto la paura del buio.

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il film è il top, un viaggio!! David Lynch genio! Guardatelo 3 volte! Peccato per l'edizione in dvd che lascia a desiderare. speriamo in una special edition! ... NO Y BANDA ... NO Y BANDA ... ... ... ...

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Film fantastico in tutti i sensi! Eccezionale ritorno ai livelli di Twin Peacks. Il film è decisamente complesso da analizzare ma è in fin dei conti proprio questo che non bisogna fare con Lynch. Leggero è in fondo il confine tra genio e follia. Tornando al film è un opera a puzzle, onirica e destrutturata. Ricorda un pò un torrente di montagna nel suo dispiegarsi: un letto principale con diversi rivoli che di disperdono formando chiazze isolate non sempre necessarie allo scorrere del flusso narrativo ma proprio per questo di una bellezza dai riflessi struggenti. Lynch è un viaggio non riconducibile a schemi, poesia e metafora. In fondo tentare di interpretarlo come un sogno nella parte iniziale (comunque condividivisibile ampiamente) è un pò come ricondurre ad un algoritmo il genio e la fantasia in esso sottesi. Lasciatevi semplicemente trasportare dalla narrazione, forse un giorno capiremo quanto film come questo siano lucidi e reali. Chi ha visto il film sa quanto sia difficile fare un commento stringato che renda l'idea di cos'è Mulholland Drive, va visto e vissuto. Chi non vuole rischiare se lo noleggi ma non lo perda!

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Semplicemente fantastico....

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la verità ... è che la scena tra le 2, vale l'acquisto...

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Davvero uno dei più bei film mai fatti. Magari a molti di voi non è piaciuto perchè non lo avete capito fino in fondo. Adesso allora cerco di spiegarvelo in breve (anche se so già  che è impossibile). Tutta la prima lunghissima parte è soltanto un sogno di Diane, chiusa in casa da tre settimane, oppressa com'è dal rimorso di aver fatto uccidere la donna che amava: Camilla. Quanto la protagonista ci appare solare, femminile, piacevole, tanto il suo è un sogno distorto, dal momento che nella vita reale non ha avuto successo nè in campo professionale, e tanto meno -come vedremo poi- in quello sentimentale. Il suo inconscio corre dunque in aiuto alla sua instabilità  mentale e la porta a sognare una vita felice e completamente realizzata che funga da balsamo al suo dolore: Diane vive in una splendida casa , è un'attrice dalle belle speranze, conquista con la sua dolcezza e semplicità  tutti coloro che la incontrano, e ha persino un altro nome, Betty. Tra capo e collo si trova a dividere la casa proprio con la donna che nella vita reale ha amato invano, nel sogno ancora viva grazie a un provvidenziale incidente che l'ha sottratto dal killer che Diane aveva assoldato per farla uccidere. Eccola dunque in casa, vestita degli abiti di Betty, e sprovvista di memoria, come una bambina da educare ex novo. Le disastrose vicende dell'odiato rivale in amore, il regista Adam, che solo alla fine scopriamo essere il promesso sposo di Camilla, intervallano quella delle due ragazze, tesa a scoprire l'identità  della donna smemorata a cui è stato un po' didascalicamente appioppato il nome di Rita, da quello della dark lady per eccellenza,, l'interprete di Gilda. Nella Hollywood sognata da Diane c'è anche una Camilla Rhodes che però non ha il volto di Rita, e ottiene il posto soltanto perchè è una straraccomandata. Nel sogno ci sono anche parecchie inserzioni di personaggi che nella vita reale Diane ha visto solo di sfuggita, come il cowboy o l'uomo che racconta il sogno al suo psichiatra seduto a un tavolo di Winkie. Ciò è abbastanza tipico del processo onirico e non ci dobbiamo stupire di queste dissertazioni nel film così come non ci dovremmo stupire se sogniamo il nostro tabaccaio vestito da Arlecchino che vende CD piratati. Tutto si mescola nei nostri sogni, ed è quindi giusto evitare di cercare interpretazioni forzatamente simboliche dei personaggi onirici. Al suo risveglio Diane non può che scontrarsi ancora più duramente con la realtà : la vediamo sporca, spettinata, trasandata, intenta a trangugiare l'ennesimo caffè... Un flash back - l'unico scardinamento temporale di tutto il film, peraltro messo in evidenza dal particolare del posacenere ancora sul tavolino, dopo che abbiamo visto portarlo via dalla vicina di casa- ci racconta la vera vita di Diane, e soprattutto il suo calvario alla villa del regista Adam, proprio a Mulholland Drive, dove scopre il fidanzamento di Camilla con Adam. Assolda dunque un killer, che nel suo rassicurante sogno è soltanto un imbranato e, una volta consapevole di aver ucciso Camilla, non sopporta il senso di colpa, la sensazione di aver fallito tutta una vita, le sue frustrazioni, e si uccide. Ci sarebbero ancora mille elucubrazioni da fare soprattutto sui significati metaforici di molte scene, ma come Lynch sembra volerci dire al di là  dello schermo, non tutte le chiavi che si trovano servono ad aprire qualcosa, non sempre c'è una soluzione, e se c'è sta a ognuno di noi trovarla. Quindi, rissumendo: -Diane ama Camilla -Diane scopre a Mulholland Drive il fidanzamento fra Camilla e Adam -Diane assolda un killer per uccidere Camilla - Camilla viene uccisa dal killer - Diane sogna di vivere in una splendida casa con il nome di Betty - Diane sogna di assoldare un killer imbranato per uccidere Camilla - Diane sogna che Camilla ha un incidente in cui perde la memoria e diventa Rita - Diane sogna che una certa Camilla Rhoedes ottiene il posto perchè è raccomandata - Diane non sopporta più la mancanza di Camilla e si uccide Capito? A mio parere è andato tutto così (e non sono l'unico). Cmq compratelo. E' davvero un film stupendo.

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Il film ha una logica, semplicemente non tutti ci possono arrivare a comprenderla. Effettivamente alla fine dello spettacolo, pochi nel cinema possono dire di aver capito il film. Per gli altri forse è più indicato andarsi a vedere un bel western o un thriller, dove non è richiesto molto sforzo per capire la trama. Per chi invece riesce a cogliere la genialità  di Lynch, questo è un film imperdibile. Per molti dunque, non certo per tutti.

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??????????????????????? Luca

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l'ho vista una volta (forse è poco) e non ci ho capito nulla. quindi rimando la sentenza!

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uno dei FILM + belli che abbia mai visto ... anche se per capirlo l'ho dovuto vedere 3 volte !!! Per eventuali spiegazioni : contattatemi eheheheeheh !!!! ( consiglio vivamente ) .

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non vado oltre nella "polemica" che è nata in questo forum... comunque, supponiamo che il film mi sia piaciuto veramente molto... chi sa consigliarmi qualche atro film del genere?

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anche se giulio ha difeso il film scrivendo una vera e propria recensione da critico cinematografico, il film resta comunque una cagata perchè è troppo facile stravolgere tutto senza un brandello di logica... così ha pensato l'intero cinema dopo 145 minuti di puro delirio e delusione... lynch un genio? guardatevi il film e giudicate voi... comunque il dvd non so come sia

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Per Stefano: Betty è Diane. Diane ha sognato che Camilla fosse sopravvissuta all'omicidio e Betty (Diane) l'avesse aiutata e le due si fossero innamorate, ma era solo un sogno. Nella realtà  Camilla ha lasciato Diane per il regista e Diane la fa uccidere. Le persone del sogno sono le persone della realtà , ma hanno ruoli diversi, o sono solo persone viste di sfuggita nella realtà  (il cowboy). Quando si risveglia, Diane ricorda tutto e, presa dal rimorso, si uccide.

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Come è, aimhe, ristretta la mente del povero spettatore medio, che si stizzisce se alla fine tutto non gli viene spiegato per filo e per segno. Forse gli è sfuggito un piccolo particolare, questa non è la realtà  è cinema! Questo è cinema nella sua forma più pura, ci chiediamo forse l'estatto significato di un quadro di Kandinski o di una scultura di Ernst, Bunuel e Fellini sono autori forse "minori", in quanto non seguono le vecchie, e spesso 'riduttive', leggi della narrazzione? Quando vi svegliate la mattina dopo un sogno particolarmente intenso, vi arrabbiate forse perchè ricordandovelo vi rendete conto che non ha una precisa struttura logica? Non amare Mullholland Drive è un diritto, i gusti sono gusti, ma per favore non lamentatevi che non compredndiate esattamente cosa sta succedendo. Lynch è forse l'autore più importante, l'autore più puro che il cinema Americano abbia in questo momento, guardate la bellezza delle immagini e apprezzate la genialità  delle situazioni, dei personaggi, l'eleganza ed il rigore della regia, fatevi trasportare dal suono(come sempre in Lynch di grande livello e di grandissima importanza) , come ho già  detto questo è cinema, e per giunta di livello sommo. Rilassatevi e provate a farvi guidare da questo imprevedibile genio, lasciatevi andare, sarete ampiamente ricompensati.

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E' un'esperienza totale, una visione allucinata, un viaggio a luci spente tra i bagliori della metropoli californiana verso il cuore morente del sogno hollywoodiano. Lynch è il padre di Betty, figlia del cowboy sognato dal fratello di Rita, promessa sposa del regista divorziato. Prostituta d'alto borgo. Attrice affermata. Le due si amano. Odio. Non ci sono scorciatoie tra le pagine bianche di un'agenda gelosamente custodita. La vita e la finzione in un taxi. Su Mulholland Drive.

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Ci sono quelli che pensano che il cinema deve essere! E come asini criticano film come questo... e non si avvicinano neanche lontanamente, per via dei loro cervelli, a ciò che non si può rappresentare. Per cui evitino di parlar male di film che hanno visto al cinema con la fidanzatina o l'amichetto mentre si riempiono la pancia di coca cola e mais scoppiettante!

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Partiamo dal presupposto che Lynch l'aveva concepito come episodio pilota di una serie, che per ragioni a noi sconosciute nessuno ha voluto finanziare. Poi il geniale regista lo presenta al festival di Cannes e va a vincere il premio per la ragia, alla faccia di chi non ha voluto finanziarlo. Comunque resta il film più assurdo che io abbia mai visto. se lo comprate vi serviranno almeno 10 visioni del film per capire che forse non si può capire. Poi la grande pecca, su volere di Lynch il film non è diviso in capitoli.

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Semplicemente imperdibile. Forse ci si perde un po' nel finale, ma è lo stile visionario di Lynch ed è davvero avvincente. Correte a comprarlo.

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io ho visto solo la versione per noleggio. Il film è un vero e proprio capolavoro. Non aspettatevi una storia lineare con un inizio e una fine definiti. Lynch, se lo conoscete, vi sembrerà  familiare come non mai. Familiare nei personaggi simbolici e senza ruoli comprensibili nel complesso della storia, nell'atmosfera onirica che invade il tutto nell'ultima mezz'ora del film, circa.. Insomma, un'esperienza prettamente lynchiana, sulla linea della sua vena visionaria. Purtroppo la versione per noleggio presenta qualche mancanza, sia per la compressione video che per gli extra.. spero proprio che il dvd destinato alla vendita sia più curato.

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La storia (a dispetto di chi ha scritto prima di me) è semplicissima: La biondina, attrice di poco successo, è innamorata della bruna, attrice di successo, ma il suo amore non è corrisposto, anzi, la bruna si diverte a farla soffrire. Ad un certo punto lei decide di farla uccidere da un killer. A fatto compiuto, i suoi sensi di colpa la portano al suicidio, suicidio che avviene dopo il lungo sogno, in cui vengono trasfigurati tutti i personaggi che lei ha visto di recente, e in cui ha la triste premonizione della sua stessa morte.

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Che dire......: Sublime!!!!

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La storia è molto più complessa di quanto possa apparire... perchè è come se in realtà  non ci sia UNA storia... ma solo una serie di rappresentazioni oniriche... E' un po' come quando ci si sveglia e si ricorda ciò che si è sognato. Spesso ricordiamo dei pezzi, spesso poco correlati tra di loro... e molto spesso cerchiamo di dargli un senso logico per forza. Guardiamo questo film cercando a tutti i costi un senso logico... ma è proprio necessario? So che esiste una versione a 2 CD. Sapete dirmi se si trova ancora in giro?

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Un film strepitoso,fantastico,immortale!!! David Lynch si conferma grande genio del cinema e ti sforna un filmone...ho visto che tanti non hanno apprezzato...se non vi piace Lynch non preoccupatevi Vanzina è pronto ad accogliervi nel suo fansclub!

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questo film è straordinario, nulla da eccepire va visto dieci volte per comprenderlo appieno! grande Linch!!

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CAPOLAVORO firmato Lynch. Film, Regia, Sceneggiatura, Colonna sonora e Fotografia da Oscar. Ottima anche le interpretazioni. Trama assurda e complicatissima come pochi. ... DA NON PERDERE !! 5 STELLE. CAPOLAVORO, CAPOLAVORO, OPERA D'ARTE !!

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eh si adriano... perche' o si apprezza Lynch o non si capisce niente di cinema vero? Davvero obiettivo... questo M. D. mi sembra un film scontatello, con qualche trovata che ha il solo scopo di incuriosire e stupire il pubblico...

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Il Cinema. Almodovariani astengasi.

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Il non plus ultra... D'altronde è targato David Lynch.

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Inutile definire opere d'arte cose che non lo sono.Le opere d'arte sono ben altre...e questa sinceramente non lo è.Un film dovrebbe trasmettere qualcosa e questo ti lascia indifferente...anzi forse è irritante!

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Finalmente un regista con le palle, che fa film senza cadere nelle paranoie di piacere al grande pubblico! Un vero rompicapo, in cui però tutte le scene combaciano! Se vi interessa la spiegazione, scena per scena, la trovate qui: http://www.freeforumzone.com/viewmessaggi.aspx?f=26154&idd=132

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Incredibile, uno dei migliori film di Lynch. Personalmente, alcune scene sono state terrore puro (il viso dei due vecchini "innocui" che tornano in taxy..). Lynch riesce in grado di trasmettere infinite sensazioni, senza fornire spiegazioni o cadendo nell'ovvio. Semplicemente un genio.

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Appello rivolto a tutti i presunti amanti del cinema: se il vostro QI è inferiore a 120 o siete semplicemente troppo avvinghiati nelle falde limacciose del mondo moderno, desistete. Mulholland Drive non fa per voi. Consiglio vivamente "Natale In India" a chi si riconosce nel profilo sopracitato. Sempre ammesso che sappiate chi è David Lynch...

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Lynch è veramente un regista geniale.Le sue opere sono difficili da capire ma non credo proprio siano fatte a caso.Riesce a creare delle atmosfere da incubo,surreali e misteriose che avvolgono ogni suo film dall'inizio alla fine.Mi piacerebbe tanto che Lynch facesse un film dell'orrore per questo motivo.Comunque anche strade perdute è un altro gioello che riprende il film da strada ed è leggermente incasinato.Personalmente Lynch è uno dei registi che preferisco.Grazie David ogni tuo film è un'emozione......

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MULHOLLAND DRIVE - DVD

Facile far passare come capolavoro una c*gata immane... bats mettere un po' di nonsense dappertutto e Lynch riesce a sfornare un'altra noiosissima pappardella... Dopo aver impiegato ben 3 (dicasi: tre) sere a digerire i 146 minuti della pellicola, trovandomi di fronte ad un film dalla lettura non facile, un film non banale, che ha intrigato il mio senso critico e la mia intelligenza, ho cercato di comprenderne il significato. Nel film parrebbe (il condizionale è d'obbligo quando parliamo del marpione che anni fa' ci ha regalato l'assurdo telefilm Twin Peaks, con tanto di ancor più assurdo seguito cinematografico) che si sviluppi una doppia dimensione: una reale (peraltro sempre resa con riprese evocative ed ammiccanti), e una virtuale, forse cinematografica, forse onirica. O forse, come ritengo io alla fine di questi tentativi di comprensione, si tratta di una stronzata pazzesca. La cosa drammatica è che David Lynch dietro la macchina da presa sa fare bene il suo mestiere. Ma la trama (trama? delirio forse), fa acqua da tutte le parti. Ho come l'impressione che il marpione ci abbia rifilato queste due ore e passa di minkionate (d'artista, ma pur sempre minkionate)facendole passare per un capolavoro del cinema d'avanguardia. Un regista, insomma che, in preda forse a un delirio autocelebrativo dopo aver vinto pure la palma d'oro a cannes, considerata la maestria con cui filma una assai eccitante scena lesbo tra le due protagoniste, farebbe meglio forse a darsi al porno. Certo, se le tette le fanno vedere Carmen Russo o quelle del Grande Fratello allora sono volgari, se sono quelle di Naomi Watts (peraltro alquanto pregevoli) in Mulholland Drive allora siamo di fronte ad un'opera d'arte chhe mette daccordo tutti i critici del mondo. Persino gli spettatori normali (come me), pur non avendo capito una coppola di minchia per tutto il film, alla fine rimangono piacevolmente perplessi, in quanto convinti dal (catastrofico) teorema "Non c'ho capito un c*zzo, quindi è un'opera d'arte". Alla fine del film anche voi cercherete di capire, parlerete con i vostri amici, ma alla fine arriverete anche voi al capolinea: Lynch ci ha venduto una montagna di spazzatura, anche se ottimamente diretta. Probabilmente tutto ciò altro non e' altro che una riedizione cinematoghrafica della "m*rda d'autore" (chi ha studiato arte contemporanea sa a cosa mi riferisco). quindi...solito Lynch..il regista più sopravvalutato della storia del cinema... Eppoi, francamente, non vedo perchè dovrei guardarmi un film 10 volte per capirlo appieno... preferisco guardarmi 10 film diversi o leggermi un buon libro... Ecco, ho fatto il mio dovere, vi ho messo in guardia da Mulholland Drive. Non guardatelo... scena lesbo a parte ovviamente ;-)

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d. lynch è bravo a tenerti incollato allo schermo, a mantenere la suspence per tutto il film...ma la sua tecnica di regia nasconde una trama medriocre e senza una logica di fondo...rimandato a settembre

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MULHOLLAND DRIVE - DVD

Paragonerei questo film ad uno di quei quadri di tela bianca con uno squarcio nel mezzo. Dove alcuni vedono un opera d'arte dandole (o cogliendo) un significato particolare e quindi gridano "maestro! E' un capolavoro", altri non vedono altro che uno squarcio che si poteva fare in 2 minuti con un taglierino. Il paragone azzardato per spiegare che parlo da appassionato di cinema, ma del genere che riesco a comprendere senza doverne andare a cercare su internet il senso, neanche fossero le soluzioni della settimana enigmistica. Consigliato secondo me a chi apprezza più la forma che il contenuto, chi apprezza i virtuosismi di un regista non facile come Lynch, e a quelli che, non capendoci un cazzo, ma che per non fare la figura degli stupidi, come pecoroni dicono "Se non vi piace è perchè non capite l'arte". Personalmente, non facendo parte nè degli intellettuali, nè dei presunti tali (quella èlite che invitano chi non apprezza il Maestro a guardarsi i film di Vanzina dall'alto del loro scranno) io dico sinceramente che non mi è piaciuto perchè non l'ho capito e che mi sembra più un tentativo di stupire e di far parlare (cosa che è riuscita egregiamente) più che fare del cinema rivolto al pubblico prima che a sè stessi. Mischiare -a casaccio o meno- il reale con l'onirico e poi lasciare allo spettatore libera interpretazione non fa per me. Con questo non voglio dire che il film sia brutto, Naomi Watts è bella e brava ed il tutto è confezionato esteticamente molto bene, assolutamente ad arte; semplicemente è un film non facilmente fruibile e quasi fine a sè stesso, buono per lunghe disquisizione nei circoli del cinema più che per una serata con gli amici.

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Tosto lo e', non facile come interpretazione a vederlo la 1° volta e senza riassunto, visto al cinema non ci avevo capito molto, rivisto la seconda volta con qlc informazione in piu' e' piu' chiaro. Linch e' psicologia.

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un film nato per essere una serie tv, ma poi si e' fatto solo il film...peccato xche' poteva eguagliare twin peaks.Il film migliore di lynch dopo twin peaks.una trama che alla fine ti lascia con molte domande e che vuoi cercare di trovare assolutamente le risposte.grande,grande film.

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Difficile non rimanere disorientati nel finale: va rivisto una seconda volta, e rimessi a posto i pezzi del puzzle, la trama è esaltante! Da appassionati degli intrecci.

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Mulholland Drive

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