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Paolo Villaggio

Paolo Villaggio è un comico, scrittore e doppiatore italiano, conosciuto soprattutto per aver ideato ed interpretato il personaggio del Ragionier Ugo Fantozzi.

Paolo e Piero Villaggio nascono a Genova il 30 dicembre 1932 da una famiglia dell’alta borghesia genovese. Crescono in un ambiente culturale stimolante, la madre era un’insegnante di tedesco mentre il padre un ingeniere originario di Palermo.

La scoppio della II Guerra Mondiale ebbe un impatto importante nella vita del giovane Paolo, che rimase profondamente colpito dalla miseria e dalla distruzione alla quale dovette assistere da bambino tanto che alcuni aneddoti verranno raccontati in chiave ironica nella pièce teatrale Delirio di un povero vecchio.

Dopo aver abbandonato la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Genova, svolge vari lavori salutari come cameriere o come speaker della BBC a Londra fino a quando decide di sperimentare la carriera da cabarettista sulle navi di Costa Crociere a fianco dell’amico d’infanzia Fabrizio De Andrè. La sua amicizia con il celebre cantautore durò fino alla morte di quest’ultimo nel 1999 e fu testimoniata anche dalle numerose collaborazioni artistiche (in più occasioni infatti Villaggio scrisse testi per l’amico).

Durante gli anni ‘50 entra a far parte, sempre insieme all’amico De Andrè, della Compagnia Goliardica Mario Bistrocchi dove comincia a esibirsi in spettacoli di satira politica. Nel 1954 si fidanza con Maura Albites, che sposerà qualche anno più tardi e dalla quale avrà 2 figli. Sempre in questi anni comincia ad esibirsi al Derby Club, storico locale di cabaret milanese dove ha modo di conoscere Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni.

La svolta avviene però durante gli anni ‘60, quando viene notato da Maurizio Costanzo che lo introduce al Sette per Otto, celebre locale di cabaret della capitale. Poco tempo dopo ottiene il suo primo programma radiofonico, Il sabato del Villaggio. La prima apparizione televisiva è del 1968, dove debutta con un programma dal titolo Quelli della domenica. Durante questa apparizione televisiva propone al pubblico il personaggio del Ragionier Ugo Fantozzi, ispirato ad un collega conosciuto durante l’esperienza lavorativa dello stesso Villaggio qualche anno prima presso la Cosider ( oggi Italimpianti). Gli anni sessanta terminano con una serie di successi televisivi e radiofonici che lo rendono famoso in tutta italia.

Gli anni settanta coincidono invece con il suo esordio letterario; inzia infatti a pubblicare sulla rivista L’Europeo una serie di racconti sulla vita del Ragionier Fantozzi che riscuotono un discreto successo. Cosi nel 1971 pubblica il libro Fantozzi che in poco tempo diventa un bestseller. Il libro viene addirittura tradotto in francese e in russo, e gli vale il premio Gogol come miglior scrittore in cirillico, nella sezione miglior opera umoristica. Cosi nel 1974 si convince a scrivere il secondo capitolo e pubblica Il secondo tragico libro di Fantozzi.

Sempre durante gli anni Settanta inizia ad interessarsi alla cinematografia, soprattutto grazie all’incontro con Vittorio Gassmann e Mario Monicelli, che lo scrittura per il seguito del film cult L’armata Brancaleone. Sempre accanto a Gassmann sarà protagonista di altre pellicole cinematografiche come Che c'entriamo noi con la rivoluzione? e Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto, entrambi del 1972. Gli anni settanta terminano con la partecipazione a vari progetti cinematografici di registi noti e con attori importanti: nel 1973 recita in Sistemo l’America e torno, l’anno successivo ottiene un ruolo in Non toccare la donna bianca, dove recita a fianco di Marcello MastroianniUgo TognazziCatherine Deneuve. Nel 1975 è diretto da Pupi Avati ne La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone.

Il successo definitivo lo ottiene nel 1974 quando Luciano Salce accetta di dirigerlo nella prima pellicola dedicata al Ragionier Fantozzi. Il film ha un successo clamoroso tanto che due anni più tardi esce il secondo capitolo, Il secondo tragico Fantozzi che ottiene ancora più consensi del precendente. Nel frattempo Villaggio torna a dedicarsi agli spettacoli televisivi dove propone la figura di Giandomenico Fracchia che ottiene il consenso del pubblico e che da cosi vita ad una serie televisiva di grande successo dal titolo Giandomenico Fracchia - Sogni Proibiti di uno di noi.

Dopo il ritorno televisivo, gli anni ottanta si aprono invece con il ritrono sui grandi schermi di Fantozzi, con il terzo film della serie Fantozzi contro tutti. Nel 1981, tenta la strada cinematografica anche per il personaggio di Fracchia; esce cosi Fracchia la belva umana. Nel 1983 esce il libro Fantozzi subisce ancora, seguito a ruota dall’omonima trasposizione cinematografica, mentre nel 1985 ci riprova con Fracchia in Fracchia contro Dracula.

Ormai perennemente associato ai personaggi di Fantozzi e Fracchia, nella seconda metà degli anni ’80 si dedica a film di altro genere come I pompieri (1985), a fianco di Lino Banfi e Christian De Sica, Scuola di ladri (1986) e Grandi Magazzini (1986). Nello stesso anno esce anche Superfantozzi. Questa volta il film non viene accolto positivamente dalla critica che non lo crede all’altezza dei precedenti, forse a causa dei numerosi impegni cinematografici presi da Villaggio in questo periodo. L’attore ribalta però la situazione con Fantozzi va in pensione del 1988 che ha un enorme successo.

Nel 1989 Paolo Villaggio viene scritturato insieme con Roberto Benigni per l’ultima opera di Federico Fellini, La voce della Luna, liberamente tratto dal libro Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni. Il film, presentato fuori conscorso al Festival Di Cannes viene molto apprezzato dai registi Woody Allen e Martin Scorsese. L’interpretazione di Villaggio gli vale inoltre il premio David di Donatello come miglior attore.

Dopo l’esperienza felliniana, Villaggio partecipa ad una serie di film d’autore che hanno un discreto successo: nel 1992 è diretto da Lina Wertmüller in Io, speriamo che me la cavo e nel 1994 da Mario Monicelli in Cari fottutissimi amici, vincitore dell’orso d’argento alla mostra del cinema di Berlino. Nel 1992 riceve anche il Leone d’oro alla carriera durante la 49ª edizione della mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Durante gli anni Novanta è doveroso ricordare la sua collaborazione con l’amico Renato Pozzetto con il quale partecipa alla trilogia delle Comiche (1990-1994). Nel 1990 esce inoltre nelle sale Fantozzi alla riscossa, seguito nel 1993 da Fantozzi in paradiso e nel 1996 da Fantozzi-il ritorno. L’ultimo film della saga fantozziana arriva nel 2000, quando esce nelle sale Fantozzi 2000-la clonazione.

Dagli anni 2000 Villaggio accantona in parte il cinema comico dedicandosi al teatro e alla scrittura. Nel 2002 pubblica la sua autobiografia dal titolo Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda. In anni più recenti lo vediamo in piccole parti in film come Torno a vivere da solo con Jerry Calà (2008), Generazione 1000 euro e Questione di cuore(2009), nonchè in alcune fiction televisive come Carabinieri. Nel 2012 appare in Tutto tutto niente niente, film satirico del comico Antonio Albanese.

 

Paolo Villaggio FILM

 
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