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Nino Manfredi

Nino Manfredi, nome d’arte di Saturnino Manfredi, è stato un cantante, regista e attore italiano. Grazie alla sua versatilità è considerato uno degli attori più incisivi del cinema italiano.

Nasce nel 1921 in un piccolo paese in provincia di Frosinone ma nei primi anni ’30 la famiglia si sposta nella capitale, a seguito del trasferimento del padre, un maresciallo della Pubblica Sicurezza. Nella capitale Nino trascorre l’adolescenza diplomandosi da privatista, poichè il suo carattere vivace lo portò ad avere dei problemi presso il Collegio di Santa Marta, dove inizialmente intraprese gli studi.

Spinto dai genitori si iscrisse poi alla facoltà di Giurisprudenza, sebbene cominciava già a nutrire una forte passione per la recitazione. Poco dopo si iscrive infatti anche all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica. Nel 1943, per sfuggire all’arruolamento, è costretto a nascondersi per un intero anno in montagna, insieme al fratello minore. L’anno successivo si laurea in giurisprudenza, anche se non eserciterà mai la professione.

Nel 1947 si diploma all’accademia ed inizia a collaborare ad alcuni spettacoli presso il Teatro Piccolo di Roma. Durante la stagione teatrale 1948-1949 collabora invece con il Piccolo Teatro di Milano, diretto dal maestro Giorgio Strehler, in alcuni drammi Shakespeariani. Tra il 1952 e il 1953, lavora a fianco del drammaturgo Eduardo De Filippo presso il Teatro Eliseo di Roma.

A partire dagli anni ’50, lavora con i colleghi Paolo Ferrari e Gianni Bonagura in alcuni programmi radiofonici nonchè in alcuni spettacoli teatrali itineranti. Sempre negli stessi anni intraprende la carriera cinematografica debuttando in Torna a Napoli, passando poi per i film musicali Monastero di Santa Chiara e Anema e Core (1951). Il successo cinematografico arriva nel 1955 quando viene scelto per recitare ne Gli Innamorati e ne Lo scapolo. Questo stesso anno convola a nozze con Erminia Ferrari, dalla quale avrà tre figli. Nel 1956 recita in Totò, Peppino e la malafemmena anche se i suoi primi ruoli da protagonista risalgono al 1958, quando recita in Caporale di giornata e Carmela è una bambola. Il grande pubblico impara a conoscerlo grazie a un programma televisivo del 1959, Canzonissima, dove prepara degli sketch comici insieme all’amico Marcello Mastroianni.

Grazie alla sua dialettica e al suo timbro vocale diventa anche un doppiatore di successo; è la voce di molti attore del cinema americano come Robert Mitchum, Joe May e Bud Abbott. Dopo il sucesso ottenuto grazie alla partecipazione a Canzonissima, viene scelto per interpretare Audace colpo dei soliti ignoti, sequel de I soliti ignoti di Mario Monicelli. A partire dagli anni ’60 è ormai apprezzato dal pubblico non solo per le sue doti comiche, ma anche per la capacità di interpretare magistralmente anche i ruoli più introspettivi come dimostra quando recita in L’impiegato (1960), Gli anni ruggenti (1962) e Made in Italy (1965).

Nel 1962 debutta come regista in L’avventura di un soldato, un episodio contenuto nel film L’amore difficile, liberamente tratto dall’omonima opera di Italo Calvino. Nel 1968 recita a fianco di Alberto Sordi in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? , e nello stesso anno è diretto da Dino Risi in Straziami di baci saziami.

Gli anni ’70 sono un susseguirsi di successi cinematografici; lo vediamo in questi anni in Trastevere (1971), Pane e Cioccolata, C’eravamo tanto amati (1974) e Brutti, sporchi e cattivi (1976). Nel 1971 lavora al suo secondo lungometraggio da regista nell’autobiografico Per grazia ricevuta, che si aggiudica il Nastro d’argento, premio cinematografico assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografi Italiani nonchè la Palma d’oro al Festival di Cannes. Nello stesso anno torna anche sul piccolo schermo interpretando Geppetto nel capolavoro Le avventure di Pinocchio rivisitato da Luigi Comencini.

Nel 1980 recita in Cafè Express, dove interpeta un venditore di caffè abusivo a bordo di un treno, interpretazione ritenuta da molti la più toccante ed intensa mai offerta dall’attore. L’anno seguente è ancora dietro la macchina da presa quando dirige Nudo di donna. Gli anni ’80 trascorrono con un film dietro l’altro: recita infatti in Testa o Croce (1982), Grandi Magazzini (1984) e I Picari (1987) diretto da Mario Monicelli.

Anche durante gli anni ’90 alterna ruoli cinematografici a collaborazioni televisive di vario genere. Come dimenticare la partecipazione a numerose pubblicità televisive durante il Carosello, o il decennale sodalizio con Lavazza che lo vide protagonista dei propri spot pubblicitari dal 1977 al 1993. Dal 1997 al 2000 è nel cast della fortunata serie televisiva Linda e il Brigadiere.

La sua ultima apparizione risale al 2003, dove recita ne La fine del mistero. In quello stesso anno, appena terminate le riprese viene colto da un Ictus nella sua casa a Roma e, dopo quasi sei mesi, si spegne nell’agosto 2004 presso l’ospedale Nuova Regina Margherita di Roma. Lo si ricorda come uno degli attori più premiati della storia del cinema italiano, nominato dal Presidente della Repubblica Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

 

Nino Manfredi FILM

 
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