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Scontato Uomo Bicentenario (L')

Uomo Bicentenario (L')

Sony Pictures

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Trama Uomo Bicentenario (L')

NDR 114 è un robot tuttofare dell'ultima generazione. Richard Martin lo acquista quale uomo di fatica in casa e lo presenta prima alla moglie e poi alle figlie Grace e Amanda. Quest'ultima gli dà il nome Andrew e lui a sua volta chiama lei 'piccola Miss', mentre i genitori sono il 'signore' e la 'signora'. Mentre le bambine lo trattano senza rispetto e si divertono alle sue spalle, Richard invece intravede in Andrew alcuni atteggiamenti umani e segni di inattesa creatività. Lo sollecita allora su questo versante e il robot comincia disegnare, a costruire oggetti, in particolare orologi. Ma intanto si rende conto che, mentre lui resta sempre uguale a se stesso, la famiglia Martin cresce e invecchia: capisce allora che a lui manca la possibilità di scegliere, ossia il libero arbitrio. Convocato appositamente, il tribunale conclude che tale libertà non può essere negata ad alcuno. Allora Andrew, con l'aiuto di Rupert, geniale esperto di robotica, intraprende un viaggio per sapere se esiste qualcuno simile a lui e per apprezzare meglio i propri sentimenti. Al ritorno l'affetto che confusamente lo aveva legato a piccola Miss si riversa ora sulla nipotina Porzia. Insieme a lei, Andrew impara che la condizione umana implica la morte come momento unico che gli ha sempre impedito di diventare un essere umano a tutti gli effetti.
Colore Colori
Distribuzione Universal Pictures
Formato Dvd
Lingue Inglese,Italiano,Spagnolo
Titolo originale Bicentennial Man
Vietato ai minori Per tutti
3d No
Numero Supporti 1
Anno di produzione 1999
Nazione USA
Formato video Wide Screen
Durata 126
Formato audio Dolby Digital 5.1

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L' UOMO BICENTENARIO - DVD

Davvero un film ben riuscito che ci fara' anche stare tristi in alcuni momenti :) da comprare assoultamente.

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L' UOMO BICENTENARIO - DVD

E' un film completo, pieno di tutto quello che si vuole trovare in un bel film.

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L' UOMO BICENTENARIO - DVD

Può un robota amare? Può un robota vivere, e morire, da uomo? Può provare dei sentimenti che vadano oltre i semplici impulsi elettrici che viaggiano al''interno del suo corpo biomeccanico? Può un robota diventare umano oltre quello che è un cambiamento meramente materiale? Questi gli interrogativi che ci sembra porre il, al solito, sublime Robin Williams (già  memorabile e struggente inteprete de L'attimo fuggente, Patch Adams e Al di là  dei sogni, su tutti) nel film L'uomo bicentenario in cui l'automa via via si affranca dalla presenza umana e acquista il libero arbitrio, cercando sempre di più di diventare, di essere umano? Tutto questo seguendo, almeno all'inizio le famose 3 leggi della robotica (vedi nota 1) del Maestro Isaac Asimov che gli impogono di essere sempre e comunque a servizio, e subordinato, agli esseri umani, privo di una propria identità . E allora quali sono le differenze fra un evoluto "essere meccanico" - non certo quelli che conosciamo ora o che mai conosceremo nella nostra vita, ma quelli raccontatici dal genio e dalla fantasia di grandi scrittori, registi, sceneggiatori, fumettisti - e un uomo vero e proprio? Sentimenti, sensibilità  richiedono un cuore vero? Un'anima? O un essere artificiale può essere più umano di un vero "umano" privo di anima? Nel film UNO non cerca quindi di affrancarsi da un padre/padrone umano che lo tiene in schiavitù, ma più che altro cerca la propria libertà  donatagli da un sovrano "illuminato" che capisce l'evoluzione di quella che era una macchina. UNO intuisce la capacità  di decidere per se stesso, la possibilità  di autodeterminarsi, anche quando questo potrebbe fargli commettere degli errori, non certo previsti dalla originaria programmazione. Anche quando questo potrebbe significare rinuncia all'immortalità  propria di una macchina, per consumarsi via via nel tempo fino a cessare di funzionare. Questo è il prezzo da pagare per non veder scomparire il proprio tempo, le persone cui si vuole bene, che si amano? Già , può un robota amare? Può voler entrare per un attimo in Paradiso con la persona amata e poi tornare? In questo caso il robota non pensa solo per sè, ma lo fa per due persone. Non bada alla propria sopravvivenza o alla tutela di quella degli umani, ma condivide qualcosa con un altro essere: non è forse...Amore? Non è stato, il primo robota a voler diventare umano, forse Pinocchio? E non lo voleva imitare il bambino mecca di A.I., recente film di Spielberg, disposto ad aspettare la fine del tempo per farlo? Grave crimine quello di voler essere umani, quello di ribellarsi ai propri "creatori" dei replicanti cacciati dal Balderunner Deckard per poter essere liberi. Ma non era un replicante, senza rendersene conto, lo stesso "cacciatore"? Consapevolezza della propria condizione, e del proprio amaro destino, nel replicante Rutger Hauer che si rende conto della precarietà  e temporaneità  dei prorpi ricordi (vedi nota 2), veri o ricreati che siano. Che dire, poi, delle menti umane che risiedono in corpi artificiali? Che terzo genere sarebbe questo? Chi è il (nuovo) capitano Nemo della nave Nautilus (mobilis in mobile)? Non è forse una mente umana riversata in un computer e che riassume, successivamente, le sembianze materiali grazie a un involucro meccanico. Nè uomo, che è stato, nè robota, che non sarà  mai, ma sentimenti e anima veri in un corpo finto. Quale risposta al quesito iniziale? E, per concludere, la lunga attesa di poter diventare umano, desiderio mai soddisfatto dal sopraggiungere della morte, della cessazione di ogni funzione. Ma è questa una vera morte? O lo è anche una vita con e come una macchina, che, una volta staccata la spina, ci vedrebbe spirare inesorabilmente? Magari solo per alimentare la vana speranza di persone vicine che, per egoismo, vogliono trattenere chi in realtà  non c'è più, non sapendo che la vera immortalità  risiede nel ricordo. Ebbene vita reale o morte fisica si confondono nella vera essenza che deriva dal necessario ordine delle cose. Immortalità  inutile per vivere in un tempo, e con persone, che non sono più i nostri, che non potremmo riconoscere. Immortalità  vera nel ricordo di chi viene dopo e conserva una parte di noi che, se andasse perduta significherebbe, quella sì, la morte reale, per sempre. E' tempo di morire...e forse è meglio così!

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L' UOMO BICENTENARIO - DVD

Molto vicino al racconto di Asimov, è un film da non perdere. Grande Williams, begli effetti. Acquistalo subito...

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L' UOMO BICENTENARIO - DVD

Un fantastico film, davvero commovente. Un Rob davvero mozzafiato! Da non perdere, ne vale proprio la pena!

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L' UOMO BICENTENARIO - DVD

dopo averlo visto un numero imprecisato di volte devo assolutamente dire la mia opinione: STUPENDO!!! Molto vicino al racconto di Asimov ma, cosa più importante, alla sua "filosofia". Bravissimo Robin e gran bastardo Columbus... sa come e quando far ridere o piangere. Emozionante, dolce, amaro... consigliato per chi vuole riscoprire di avere dei sentimenti. Chi ha scritto le proprie recensioni prima di me ha perfettamente centrato tutti gli aspetti di questo film. Tecnicamente niente da dire. Ben fatto. Gli extra... quali extra? :-D

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