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Tigerland

20th Century Fox

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Trama Tigerland

Nel 1971 la guerra tra Stati Uniti e Vietnam è in pieno svolgimento. Mentre tantissimi giovani americani muoiono nei territori dell'Estremo oriente, altrettanti si preparano a partire. Nel campo di addestramento di Fort Polk, in Louisiana, lo spettro dei combattimenti pesa sulla Compagnia A, secondo plotone di fanteria, che sta per entrare nell'ultima fase di preparazione. I soldati affrontano in vari modi la prospettiva della partenza per il fronte. Jim, volontario, è un aspirante scrittore ed ha sempre un blocchetto di appunti in mano. Miter spera di dimostrare di essere un vero uomo. Cantwell è rassegnato a quello che ormai appare un fatto inevitabile, Wilson non vede l'ora di battersi. C'è poi Bozz, che vorrebbe lasciare l'esercito e organizza azioni di protesta. I suoi comportamenti creano profonde fratture tra i soldati e tra questi e gli ufficiali. Bozz, che conosce la legge, cerca di aiutare quelli che vogliono rinunciare e tornarsene a casa. Niente però è possibile quando si avvicina l'ultima tappa, prima della guerra vera, ossia le esercitazioni conclusive a Tigerland, una zona progettata appositamente a somiglianza della giungla. Qui viene simulato un vero scontro con il nemico, con armi a salve. Tra gli assalitori c'è Wilson, che aveva un conto in sospeso con Bozz e ora ne approfitta per tentate di colpirlo con proiettili veri. Nella confusione che segue, Bozz riesce a ferire Jim con l'arma a salve: così il ragazzo può essere congedato. Finita l'esercitazione, il camion si muove stavolta verso la partenza per il campo di battaglia. Bozz disperde i fogli del diario di Jim: lui lo osserva partire, un po' felice un po' preoccupato.
Colore Colori
Distribuzione Warner Entertainment
Formato Dvd
Lingue Inglese,Italiano
Titolo originale Tigerland
Vietato ai minori Per tutti
3d No
Numero Supporti 1
Anno di produzione 2000
Nazione DEU,USA
Formato video Wide Screen
Durata 97
Formato audio Dolby Digital 5.1

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TIGERLAND - DVD

Film STUPENDO!!! Peccato che gente che non capisce una mazza si metta a sparare a zero su questo film...COMPRATELO, COMPRATELO e COMPRATELO.

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TIGERLAND - DVD

Scrivi la tua recensione... Ho visto Tigerland pensando di rivedere la solita americanata. Pur essendo lento e non a tinte forti, nasconde una realtà ai più sconosciuta di un esercito che sembra perfetto ma che non è scevro di problematiche sociali profonde. Questo film deve essere visto sotto questa ottica. Non è un film bellissimo, ma resta un qualcosa comunque. Da vedere. franz

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TIGERLAND - DVD

L'ho visto a noleggio e nn mi sono interessato degli extra. Il film è un "clone" di Full Metal Jacket e renderà  felici gli amanti del genere.

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Vi prego non lo comprate

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TIGERLAND - DVD

Il film è la solita cacata americana. Altro che full metal... Non vale la pena acquistarlo. Non lo fate.

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TIGERLAND - DVD

Mi dispiace molto che questo film non sia stato apprezzato come è capitato a me. Al contrario di tanti, infatti, ho trovato il punto di forza di questo atipico war-movie che certo occhieggia leggermente a Full Metal Jacket, proprio nella caratterizzazione dei personaggi, nei dialoghi che rivelano la semplicità  e allo stesso tempo la complessità  dell'animo umano, e quindi le sue numerose contradizioni. Sceneggiatura capace di mantenere alta la tensione, aiutata dalla grandissima prova di uno strepitoso talento che buca lo schermo come Colin Farrell e dal realismo della vicenda dato si dalla scelta stilistica del regista, ma soprattutto dall'attendibilità  dello sceneggiatore che ha vissuto di persona fatti simili a quelli narrati. Credo di poter affermare che se 2+2 fa 4, in questo caso 4+4 fa 8. Gran bel film.

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TIGERLAND - DVD

Tigerland? L'ultima testimonianza che il cinema spazzatura di serie A è ancora vivo e sempre pronto a rosicchiare le briciole che i grandi capolavori lasciano dietro di loro. Joel Schumacher, che si dimostra definitivamente uno dei registi più inetti e scarsi della storia del cinema, elabora una bella nenia su come fosse terribile il vietnam e quanto fossero innocenti, seppur malevoli uomini, i giovani soldati che andavano a combattervi. Girato in 16 mm con la macchina a mano, un otturatore al millesimo di secondo ed una fotografia color acciaio e che sgrana i volti, questo film potrebbe attrarre ed affascinare gli sprovveduti e gli ingenui del cinema, ma non certo quelli che di film ricattatori del genere ne hanno visti una pletora. A parte la forma irritante e l'estetica da truffaut dei poveri o da giovane adepto di Von Trier (già  ingannevole di suo), a parte gli scarsi movimenti di macchina che girovaga inutilmente e in modo folle fra i volti con una bella e barcollante zoomata che finisce quasi sempre fuori fuoco, ciò che veramente raggela e sconcerta di questo film (scusate l'azzardo) è la sceneggiatura. I dialoghi da soap opera o da spaghetti western con bud spencer e terence hill sono spaventosi, com'è possibile che ragazzi che si apprestano a morire per gli ideali assurdi ed egocentrici dei loro padri si soffermino in terrificanti monologhi su come la luna che loro vedevano era la stessa che vedevano i loro amici o parenti a casa o su come fosse buona la carne che loro tagliavano quando esercitavano il mestiere di macellaio(?!), oppure usino locuzioni come "strabuzzare gli occhi"? E poi non si capisce dove voglia andare a parare il film, i personaggi non hanno spessore, sono ignoti e i loro caratteri sono sfumati come un mobile da mercatino di quartiere intagliato con la peggiore accetta del peggiore taglialegna. Chi è il protagonista, che fa nella vita, perchè nessuno lo può toccare e riesce a far esonerare tutti i suoi compagni, è per caso il figlio del presidente degli Stati Uniti d'America? Schumacher non mostra la guerra, nè le violenze dei generali sui giovani marines, il vocabolario degli istruttori sembra essere tratto, più che da uno sboccato di provincia, da un giovane e un pò ribelle parrocchiano. Questo film, a dirla tutta, fa venire un pò voglia di esserci andato in vietnam, tanto c'era Bozz che quando ti eri stancato ti faceva uscire. La fine del film è un'altra finezza del caro Joel, che gioca a fare il regista serio e vuole dare un tocco di poesia al suo filmaccio, mettendo un punto interrogativo sul futuro del suo già  enigmatico personaggio principale come se fosse l'incarnazione di un valore assoluto, non si sa quale ma sicuramente un qualcosa a metà  fra la più debole filosofia hippy e quella ancor più insulsa dei figli di papà . Però, a dir la verità , si spera che il caro vecchio bozz ci vada in Vietnam, tanta è la sua sbruffoneria, antipatia e laidezza di debosciato, che, al di là  di ogni valore cristiano, si merita di andare a giocarsi la vita per una volta; anzi: per quanto mi riguarda, in guerra ci sarebbe dovuto andare solo lui, dato che era l'unico che non aveva paura(anche se egli voleva scappare in Messico, ma poteva scappare senza il suo più grande amico?Si è sacrificato, è proprio altruista...) e a cui non gli importava niente di se stesso. Infine, senza che qualche grande si debba scomodare dalla sedia, le rapine a man bassa si notano senza troppo impegno, a partire da quelle più scontate da Full Metal Jacket e Platoon, o da quella più intellettuale "La Sottile Linea Rossa", sino ad un sorprendente rimando a "Jules et Jim" nella descrizione della amicizia tra i due protagonisti, senza poi contare due grandi colpi di classe: uno copiatura di "Fandango" di Kevin Reynolds nella scena in cui Bozz ed il suo amico parlano di come scappare dalla guerra, e addirittura una di un film della serie Chucky - la bambola assassina, in cui un personaggio cerca di ucciderne un altro caricando veramente la propria arma durante un'esercitazione. Comunque per i guardoni c'è un piccolo dono: pochi minuti di scene sesso (in questo caso più che gratuito) fra due commilitoni e delle battone del luogo, ultimo esempio dell'ipocrisia del regista, che ha voluto realizzare un'opera a basso budget, diversa e per un pubblico più ristretto costruendola però coi più bassi mezzucci del cinema commerciale holliwoodiano. E' comunque meglio andare in Vietnam che vedere questa immondizia.

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TIGERLAND - DVD

Tigerland? L'ultima testimonianza che il cinema spazzatura di serie A è ancora vivo e sempre pronto a rosicchiare le briciole che i grandi capolavori hanno lasciato dietro di loro. Joel Schumacher, che si dimostra definitivamente uno dei registi più inetti e scarsi della storia del cinema, elabora una bella nenia su come fosse terribile il vietnam e quanto fossero innocenti, seppur malevoli uomini, i giovani soldati che andavano a combattervi. Girato in 16 mm con la macchina a mano, un otturatore al millesimo di secondo ed una fotografia color acciaio e che sgrana i volti, questo film potrebbe attrarre ed affascinare gli sprovveduti e gli ingenui del cinema, ma non certo quelli che di film ricattatori del genere ne hanno visti una pletora. A parte la forma irritante e l'estetica da truffaut dei poveri o da giovane adepto di Von Trier (già  ingannevole di suo), a parte gli scarsi movimenti di macchina che girovaga inutilmente e in modo folle fra i volti con barcollanti zoomate che finiscono quasi sempre fuori fuoco, ciò che veramente raggela e sconcerta di questo film (scusate l'azzardo) è la sceneggiatura. I dialoghi da soap opera o da spaghetti western con bud spencer e terence hill sono spaventosi, com'è possibile che ragazzi che si apprestano a morire per gli ideali assurdi ed egocentrici dei loro padri si soffermino in terrificanti monologhi su come la luna che loro vedono è la stessa che vedono i loro amici o parenti a casa o su come era buona la carne che loro tagliavano quando esercitavano il mestiere di macellaio(?!), oppure usino locuzioni come "strabuzzare gli occhi"? E poi non si capisce dove voglia andare a parare il film, i personaggi non hanno spessore, sono ignoti e i loro caratteri sono definiti come un mobile da mercatino di quartiere intagliato con la peggiore accetta del peggiore taglialegna. Chi è il protagonista, che fa nella vita, perchè nessuno lo può toccare e riesce a far esonerare tutti i suoi compagni, è per caso il figlio del presidente degli Stati Uniti d'America? Schumacher non mostra la guerra, nè le violenze dei generali sui giovani marines, il vocabolario degli istruttori sembra essere tratto, più che da uno sboccato di provincia, da un giovane e un pò ribelle parrocchiano. Questo film, a dirla tutta, fa venire un pò voglia di esserci andato in vietnam, tanto c'era Bozz che quando ti eri stancato ti faceva uscire. La fine del film è un'altra finezza del caro Joel, che gioca a fare il regista serio e vuole dare un tocco di poesia al suo filmaccio, mettendo un punto interrogativo sul futuro del suo già  enigmatico personaggio principale come se fosse l'incarnazione di un valore assoluto, non si sa quale ma sicuramente un qualcosa a metà  fra la più debole filosofia hippy e quella ancor più insulsa dei figli di papà . Però, a dir la verità , si spera che il caro vecchio bozz ci vada in Vietnam, tanta è la sua sbruffoneria, antipatia e laidezza di debosciato, che, al di là  di ogni valore cristiano, si merita di andare a giocarsi la vita per una volta; anzi, per quanto mi riguarda, in guerra ci sarebbe dovuto andare solo lui, dato che era l'unico che non aveva paura(anche se in Messico ci sarebbe andato, ma avrebbe potuto senza il suo più grande amico?Si è sacrificato, è proprio altruista...) e a cui non gli importava niente di se stesso. Infine, senza che qualche grande si debba scomodare dalla sedia, le rapine a man bassa si notano senza troppo impegno, a partire da quelle più scontate da Full Metal Jacket e Platoon, o da quella più intellettuale da "La Sottile Linea Rossa", sino ad un sorprendente rimando a "Jules et Jim" nella descrizione della amicizia tra i due protagonisti, senza poi contare due grandi colpi di classe: una copiatura di "Fandango" di Kevin Reynolds nella scena in cui Bozz ed il suo amico parlano di come scappare dalla guerra, e addirittura una di un film della serie Chucky - la bambola assassina, in cui un personaggio cerca di uccidere uno che gli sta antipatico, caricando veramente la propria arma durante un'esercitazione. Comunque per i guardoni c'è un piccolo dono: pochi minuti di scene sesso (in questo caso più che gratuito) fra due commilitoni e delle battone del luogo, ultimo esempio dell'ipocrisia del regista, che ha voluto realizzare un'opera a basso budget, diversa e per un pubblico più ristretto, costruendola però coi più bassi mezzucci del cinema commerciale holliwoodiano. A questo punto, e' meglio andare in Vietnam che vedere questa immondizia.

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TIGERLAND - DVD

Tigerland - La recensione, Reviewer's cut Tigerland? L'ultima testimonianza che il cinema spazzatura di serie A è ancora vivo e sempre pronto a rosicchiare le briciole che i grandi capolavori hanno lasciato dietro di loro. Joel Schumacher, che si dimostra definitivamente uno dei registi più inetti e scarsi della storia del cinema, elabora una bella nenia su come fosse terribile il vietnam e quanto fossero innocenti, seppur malevoli uomini, i giovani soldati che andavano a combattervi. Girato in 16 mm con la macchina a mano, un otturatore al millesimo di secondo ed una fotografia color acciaio e che sgrana i volti, questo film potrebbe attrarre ed affascinare gli sprovveduti e gli ingenui del cinema, ma non certo quelli che di film ricattatori del genere ne hanno visti una pletora. A parte la forma irritante e l'estetica da truffaut dei poveri o da giovane adepto di Von Trier (già  ingannevole di suo), a parte gli scarsi movimenti di macchina che girovaga inutilmente e in modo folle fra i volti con barcollanti zoomate che finiscono quasi sempre fuori fuoco, ciò che veramente raggela e sconcerta di questo film (scusate l'azzardo) è la sceneggiatura. I dialoghi da soap opera o da spaghetti western con bud spencer e terence hill sono spaventosi, com'è possibile che ragazzi che si apprestano a morire per gli ideali assurdi ed egocentrici dei loro padri si soffermino in terrificanti monologhi su come la luna che loro vedono è la stessa che vedono i loro amici o parenti a casa o su come era buona la carne che loro tagliavano quando esercitavano il mestiere di macellaio(?!), oppure usino locuzioni come "strabuzzare gli occhi"? E poi non si capisce dove voglia andare a parare il film, i personaggi non hanno spessore, sono ignoti e i loro caratteri sono definiti come un mobile da mercatino di quartiere intagliato con la peggiore accetta del peggiore taglialegna. Chi è il protagonista, che fa nella vita, perchè nessuno lo può toccare e riesce a far esonerare tutti i suoi compagni, è per caso il figlio del presidente degli Stati Uniti d'America? Schumacher non mostra la guerra, nè le violenze dei generali sui giovani marines, il vocabolario degli istruttori sembra essere tratto, più che da uno sboccato di provincia, da un giovane e un pò ribelle parrocchiano. Questo film, a dirla tutta, fa venire un pò voglia di esserci andato in vietnam, tanto c'era Bozz che quando ti eri stancato ti faceva uscire. La fine del film è un'altra finezza del caro Joel, che gioca a fare il regista serio e vuole dare un tocco di poesia al suo filmaccio, mettendo un punto interrogativo sul futuro del suo già  enigmatico personaggio principale come se fosse l'incarnazione di un valore assoluto, non si sa quale ma sicuramente un qualcosa a metà  fra la più debole filosofia hippy e quella ancor più insulsa dei figli di papà . Però, a dir la verità , si spera che il caro vecchio bozz ci vada in Vietnam, tanta è la sua sbruffoneria, antipatia e laidezza di debosciato, che, al di là  di ogni valore cristiano, si merita di andare a giocarsi la vita per una volta; anzi, per quanto mi riguarda, in guerra ci sarebbe dovuto andare solo lui, dato che era l'unico che non aveva paura(anche se in Messico ci sarebbe andato, ma avrebbe potuto senza il suo più grande amico?Si è sacrificato, è stato proprio altruista...) e a cui non importava niente di se stesso. Infine, senza che qualche grande si debba scomodare dalla sedia, le rapine a man bassa si notano senza troppo impegno, a partire da quelle più scontate da Full Metal Jacket e Platoon, o da quella più intellettuale da "La Sottile Linea Rossa", sino ad un sorprendente rimando a "Jules et Jim" nella descrizione della amicizia tra i due protagonisti, senza poi contare due grandi colpi di classe: una copiatura di "Fandango" di Kevin Reynolds nella scena in cui Bozz ed il suo amico parlano di come scappare dalla guerra, e addirittura una di un film della serie Chucky - la bambola assassina, in cui un personaggio cerca di uccidere un compagno che gli sta antipatico, caricando veramente la propria arma durante un'esercitazione. Comunque, per i guardoni, c'è un piccolo dono: pochi minuti di scene sesso (in questo caso più che gratuito) fra due commilitoni e delle battone del luogo, ultimo esempio dell'ipocrisia del regista, che ha voluto realizzare un'opera a basso budget, diversa e per un pubblico più ristretto, costruendola, però, coi più bassi mezzucci del cinema commerciale holliwoodiano. A questo punto, e' meglio andare in Vietnam che vedere questa immondizia.

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TIGERLAND - DVD

A ME IL FILM è PIACIUTO, è UN FILM SULLA GUERRA DOVE NON SI VEDE NEMMENO UN'AZIONE DI GUERRIGLIA, GIOCA TUTTO SUI RAPPOSRTI CHE INTERCORRONO TRA I COMMILITONI, PERLOPIù RAGGAZI SPAVENTATI A MORTE DAL VIETNAM. l'AUDIO NON USA QUASI MAI IL SURRAUND. IL DVD NON VALE I SOLDI CHE COSTA NEMMENO SU DVD.IT MENTRE SI PUò TOVARE NELLA CATENA UNIEURO A 11 EURO... CHE SUI PREZZI BATTE DVD.IT SU TUTTA LA LINEA... PER QUEL PREZZO SI PUò PRENDERE.

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TIGERLAND - DVD

In primo luogo va detto che se vi aspettate un film di guerra non è quello che avrete: la storia è tutta sulla preparazione dei soldati che andarono in Vietnam e che furono addestrati a Tigerland, appunto. Un film particolare che gioca soprattutto sui rapporti umani tra i commilitoni. Il film è girato quasi come un documentario e non mi pronuncio su adio e video perchè io ho l'edizione inglese. Non sono proprio un'amante di questo genere ma devo dire che il film mi è piaciuto molto anche per la scelta dei protagonisti (Colin Farrel è assolutamente fantastico e sembra quasi psicopatico in certe scene!).

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TIGERLAND - DVD

Anch'io l'ho preso a 11 euro da Unieuro (anche se escludendo le offerte speciali tipo questa non ha MAI prezzi migliori di quelli su dvd.it!) e questo dvd non vale nemmeno quelli! Il film è a tratti accettabile, anche se la trama scontata e il finale sciocco. L'audio offre poca varietà  linguistica e le scene di guerra (pochissime) non sfruttano mai a pieno le potenzialità  del surround. Il video a tratti è sfocato (vedi le scene a Tigerland) e gli extra un pò poveri per un film che apre numerosi temi sul Vietnam. Insomma... si poteva fare molto.. MOLTO meglio

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TIGERLAND - DVD

stupendo

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TIGERLAND - DVD

Capirete questo film soltanto mettendo da parte il machismo che contraddistingue i film di guerra (e i loro spettatori) e aprendovi all'inferno che sta nelle anime di chi combatte. Per inciso, questo film (in un buon dvd, ma non tecnicamente eccellente come quello americano) è ambientato in un campo di addestramento che SIMULA il Vietnam, quindi cadono molte delle sciocche accuse lette nella lunga recensione più in basso. E' un piccolo film girato con grande libertà  formale e stilistica, dai colori stupendi e dai personaggi a tutto tondo, in cui dei bambinoni che si preparano a combattere una guerra vera, di fronte all'orrore simulato non possono che chiedersi come sarà  quello reale. Qualcuno, spavaldo, prosegue, qualcun altro si fa degli scrupoli, e su questi scrupoli si snoda la trama di questo gioiellino, che mette insieme un cast di esordienti e un regista commerciale che però in questa occasione si prende il suo spazio autoriale. Poi, come tutte le cose del mondo, può piacere o non piacere, di sicuro però non va affrontato come "il solito film di guerra".

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